Gli Stati Uniti sono uno dei pochi paesi al mondo in cui la strada, il sentiero e perfino una vecchia pista storica possono diventare parte del viaggio quanto la destinazione. Ci sono itinerari che si guidano con il finestrino abbassato e una playlist giusta, altri che si fanno lentamente, scarponi ai piedi, e altri ancora che hanno senso soprattutto se ami la storia, la musica o quell’America meno scontata che si scopre fuori dalle grandi metropoli.
Per organizzare bene questi percorsi conviene partire da un’idea semplice: non tutti sono “strade spettacolari” nello stesso modo. Alcuni sono perfetti per un road trip in auto o in moto, altri sono grandi itinerari culturali o storici da affrontare a tappe, altri ancora sono sentieri veri e propri. È proprio questa varietà a renderli speciali.
Se stai pianificando un viaggio on the road, prima di partire può esserti utile dare un’occhiata anche alla guida su noleggio auto in USA, soprattutto per capire bene assicurazioni, carte accettate e costi reali.
| Itinerario | Ideale per | Lunghezza indicativa | Tempo minimo consigliato | Periodo migliore |
|---|---|---|---|---|
| Route 66 | Auto, moto | circa 3.940 km | 12-15 giorni | aprile-giugno, settembre-ottobre |
| Appalachian Trail | Trekking | 2.197,9 miglia (misura ufficiale 2026) | da 2-7 giorni a diversi mesi | primavera e inizio autunno |
| Braddock Road / Expedition Route | Storia, auto | variabile | 2-4 giorni | primavera, estate, foliage |
| Jazz Track | Città, musica, auto | variabile | 7-14 giorni | tutto l’anno, meglio primavera e autunno |
| Lewis & Clark Trail | Auto, camper | quasi 4.900 miglia | 2-4 settimane | tarda primavera-estate |
| U.S. Route 1 | Auto, moto | circa 2.370 miglia | 10-20 giorni | Nord in estate, Florida in inverno/primavera |
| Santa Fe Trail | Storia, West, auto | oltre 900 miglia di corridoio storico | 4-7 giorni | primavera e autunno |
| Shaker Country | Cultura, borghi, architettura | variabile | 3-6 giorni | estate e foliage |
Route 66: la strada simbolo del viaggio americano
La Route 66 resta il grande classico. Collegava Chicago a Santa Monica e nella sua forma storica misurava circa 2.448 miglia, cioè poco meno di 3.940 km. Oggi non esiste più come highway continua: è stata dismessa come strada federale nel 1985, ma lunghi tratti sono ancora percorribili come Historic Route 66. È bene saperlo prima di partire, perché non basta impostare il navigatore e seguirla dall’inizio alla fine: in diversi punti serve pianificare deviazioni, business loop e segmenti storici conservati meglio.
Il bello della Route 66 non è solo la strada. Sono i motel vintage, le insegne al neon, i diner, le pompe di benzina restaurate, le cittadine che sembrano rimaste sospese fra gli anni Cinquanta e il deserto del Sud-Ovest. Tra le tappe che continuano a dare il senso del mito ci sono Springfield in Illinois e Missouri, Tulsa, Oklahoma City, Amarillo, Santa Fe come deviazione classica, Gallup, Holbrook, Winslow, Seligman e l’arrivo sulla costa californiana.
Per viverla bene servono ritmo e pazienza. Farla in meno di 10 giorni significa trasformarla in una corsa; con 14-15 giorni invece comincia a diventare un viaggio vero. In estate alcune sezioni tra Arizona, New Mexico e Texas possono essere molto calde, mentre in primavera e in autunno si guida meglio. Se vuoi organizzare tappe e soste con più precisione, qui trovi anche la guida interna dedicata all’itinerario della Route 66.
Dove dormire all’inizio della Route 66: Chicago
Per la prima notte ha senso dormire nel Loop o tra River North e Magnificent Mile: sei comodo per il downtown, per il lungolago e per partire il mattino dopo senza perdere mezza giornata. Due nomi affidabili sono il Club Quarters Hotel, Central Loop, pratico e centrale per chi vuole muoversi a piedi, e il River Hotel, spesso apprezzato per la posizione eccellente vicino al Chicago River e ai principali punti d’interesse.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a ChicagoAppalachian Trail: il grande viaggio a piedi dell’Est
L’Appalachian Trail non è “uno dei sentieri più lunghi del mondo” in senso assoluto, ma è senza dubbio uno dei più famosi e iconici. La misura ufficiale aggiornata al 2026 è di 2.197,9 miglia, circa 3.537 km, dalla Springer Mountain in Georgia al Mount Katahdin nel Maine. Attraversa 14 stati e non va affrontato con leggerezza: il thru-hike completo richiede in genere da 5 a 7 mesi, ma tantissimi viaggiatori scelgono sezioni più brevi.
La parte migliore, per chi viaggia dagli Stati Uniti o dall’Europa senza mesi a disposizione, è proprio questa: puoi farne un assaggio serio. Le sezioni più amate sono quelle nelle Great Smoky Mountains, in Virginia intorno a Damascus, nella zona di Shenandoah e nei White Mountains del New Hampshire. Regole, registrazioni e permessi possono cambiare da area ad area, perché il sentiero attraversa terreni amministrati da enti diversi; per alcune zone conviene verificare le condizioni e gli eventuali permessi prima di partire. Se prevedi un viaggio negli Stati Uniti, anche per i documenti è sempre prudente controllare gli aggiornamenti su viaggiaresicuri.it.
L’errore più comune è pensare che basti essere allenati. In realtà sull’Appalachian Trail contano anche logistica, meteo, punti acqua, rifugi, navette locali e chiusure temporanee di alcuni tratti. È un itinerario che ripaga moltissimo chi prepara bene ogni tappa, ma sa essere duro, umido e imprevedibile.
Braddock Expedition Route: una strada per chi ama la storia coloniale
Questo è uno degli itinerari più di nicchia dell’elenco, ma merita una precisazione importante. Più che un percorso turistico continuo e segnalato in modo uniforme, quello della Braddock Expedition è un itinerario storico che ripercorre la spedizione del 1755 guidata dal generale britannico Edward Braddock verso Fort Duquesne, nell’area dell’attuale Pittsburgh. Il tratto più noto della cosiddetta Braddock Road si sviluppa da Fort Cumberland, oggi tra Maryland e Pennsylvania, ma il viaggio storico della spedizione iniziò da Alexandria, Virginia.
Se ami la storia militare del Settecento, questo itinerario ha senso soprattutto come viaggio fra Alexandria, Cumberland, Uniontown e l’area di Pittsburgh. Non è la classica rotta “spettacolare” da cartolina, ma è molto interessante se vuoi capire come si è aperto il passaggio verso l’Ovest prima ancora della nascita degli Stati Uniti.
Jazz Track: da New Orleans a New York seguendo il suono dell’America
Se la Route 66 è il grande mito dell’asfalto, il Jazz Track è il viaggio perfetto per chi cerca l’America attraverso la musica. Non esiste come itinerario ufficiale con un tracciato univoco, e proprio per questo funziona meglio se lo pensi come un percorso culturale: New Orleans, Memphis, Kansas City, Chicago e infine New York. Non tutte queste città sono “jazz” nello stesso modo, ma insieme raccontano bene l’evoluzione della musica afroamericana negli Stati Uniti.
A New Orleans il quartiere da vivere è sempre il French Quarter, soprattutto tra Royal Street, Bourbon Street e l’area intorno a Preservation Hall. A Chicago la tradizione cambia faccia e diventa più urbana; a New York, tra Greenwich Village e il resto di Manhattan, il jazz entra nei club storici come il Village Vanguard. È un itinerario magnifico se alterni guida e soste di almeno 2 notti nelle città più importanti, altrimenti rischi di vedere molto e vivere poco.
Dove dormire per vivere il jazz davvero: French Quarter, New Orleans
Se il cuore del viaggio è la musica, dormire nel French Quarter o appena fuori, verso il Warehouse District, cambia molto l’esperienza. Il Hotel Monteleone è una scelta classica e piena di atmosfera, perfetta se vuoi stare in una struttura storica con un servizio di livello. Il French Market Inn, invece, è spesso apprezzato da chi cerca una posizione eccellente e un’atmosfera più intima, molto adatta a chi vuole rientrare a piedi dopo una serata di musica dal vivo.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a New OrleansLewis & Clark Trail: il grande racconto dell’Ovest
Qui vale la pena correggere una delle imprecisioni più comuni: il Lewis & Clark National Historic Trail oggi non viene più raccontato solo da St. Louis verso l’Oregon. Il tracciato commemorativo ufficiale si estende per quasi 4.900 miglia e parte da Pittsburgh, Pennsylvania, seguendo il percorso storico della spedizione fino al Pacifico. Attraversa ben 16 stati e i territori ancestrali di oltre 60 nazioni tribali.
È uno dei viaggi più belli da fare in camper o in auto se ami fiumi, praterie, fortezze storiche, paesaggi aperti e grandi distanze. Il tratto più scenografico, per molti, arriva tra Montana, Idaho, Washington e Oregon, ma anche il Medio Ovest ha un fascino forte se ti piace l’idea di seguire l’espansione verso Ovest quasi capitolo dopo capitolo.
Qui più che “correre” conviene scegliere una sezione. Un ottimo compromesso è concentrarsi su St. Louis – Kansas City – Omaha – Sioux City – Bismarck – Great Falls – Missoula – Astoria, trasformando il percorso in un grande viaggio attraverso il cuore geografico del paese.
U.S. Route 1: dalla Nuova Inghilterra fino a Key West
La U.S. Route 1 è una strada lunghissima e molto meno “romantica” della Route 66 nella percezione comune, ma ha un pregio enorme: ti permette di attraversare la costa Est da nord a sud, passando da città storiche, litorali atlantici, ponti, baie e poi giù fino alle Florida Keys. Oggi collega Fort Kent, nel Maine, a Key West, in Florida, per circa 2.370 miglia.
La parte più iconica è senza dubbio l’ultimo tratto della Overseas Highway, la strada che da Florida City scende tra le isole delle Keys passando per Key Largo, Islamorada, Marathon e il celebre Seven Mile Bridge fino a Key West. Se invece vuoi farne un viaggio più lungo, puoi costruire un coast road trip da Boston a New York, poi Philadelphia, Washington D.C., Savannah, Miami e infine le Keys.
Per questa rotta il periodo conta moltissimo: il Nord dà il meglio tra giugno e ottobre, mentre la Florida è più piacevole tra novembre e aprile. In piena estate, soprattutto nel Sud, caldo, umidità e traffico possono appesantire parecchio il viaggio.
Dove dormire alla fine della U.S. Route 1: Key West
Per goderti davvero l’arrivo conviene cercare una struttura tra Old Town e la zona di Duval Street, così puoi uscire a piedi la sera e respirare l’atmosfera dell’isola senza dipendere dall’auto. Il NYAH Key West piace spesso a chi cerca un ambiente più informale e vivace, mentre il Silver Palms Inn è una soluzione molto apprezzata per camere comode, parcheggio e posizione pratica rispetto al centro storico.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Key WestSanta Fe Trail: il West prima del mito
Il Santa Fe Trail non va immaginato come un sentiero continuo da percorrere a piedi dall’inizio alla fine. Oggi è un National Historic Trail, cioè un grande corridoio storico che attraversa Missouri, Kansas, Colorado, Oklahoma e New Mexico. In sostanza, è una rotta da esplorare in auto fermandosi nei siti più significativi: musei, wagon ruts, forti, centri interpretativi e vecchi punti di passaggio.
Il tratto che resta più impresso è quello che si avvicina al New Mexico, quando il paesaggio si apre e comincia a comparire quell’orizzonte secco e luminoso che associamo al Sud-Ovest. Se ami il West storico, qui trovi un viaggio meno noto ma molto più autentico di tanti percorsi “a tema” costruiti solo per il turismo.
Touring Shaker Country: l’America silenziosa del Nord-Est
Anche Shaker Country va reinterpretato bene: non è un itinerario unico con una strada precisa, ma un percorso culturale fra gli insediamenti storici shaker sopravvissuti o musealizzati, soprattutto tra New York, Massachusetts, New Hampshire e Kentucky. Il luogo più importante dal punto di vista storico è Mount Lebanon, nello stato di New York, che fu il centro della vita shaker.
È un viaggio diverso dagli altri: meno “wow” immediato, più paesaggi rurali, architetture essenziali, laboriosità americana, silenzio. Funziona molto bene se lo abbini a un itinerario nel New England o durante il fogliage autunnale, quando strade secondarie, fienili, villaggi e colline acquistano ancora più fascino.
Consigli pratici che fanno davvero la differenza
- Per i grandi road trip, non fidarti solo delle distanze: negli USA conta molto anche il tempo perso tra soste, check-in, traffico urbano e fusi orari.
- Su percorsi lunghi come Route 66, U.S. Route 1 o Lewis & Clark Trail, guidare più di 4-5 ore nette al giorno per molti giorni di fila toglie qualità al viaggio.
- Su itinerari nel deserto o in aree remote tieni sempre acqua, una riserva minima di snack e il pieno fatto con anticipo.
- Per i percorsi a piedi, soprattutto sull’Appalachian Trail, verifica sempre meteo, chiusure, registrazioni e regolamenti locali: possono cambiare nel corso della stagione.
- Per ingresso negli Stati Uniti, ESTA, passaporto e indicazioni sanitarie o di sicurezza, meglio controllare sempre gli aggiornamenti ufficiali e il portale viaggiaresicuri.it prima della partenza.

Che tu scelga l’asfalto leggendario della Route 66, il passo lento dell’Appalachian Trail o la luce abbagliante della Overseas Highway, questi itinerari hanno una cosa in comune: raccontano l’America meglio di molte attrazioni famose. E spesso i ricordi più forti non arrivano all’arrivo, ma lungo la strada.


